Mission

Nell’autunno 2014  Angelo Ferro, Umberto Vincenti, Guido Masnata, Francesco Jori e Valentino Pesci, spinti dal desiderio di reagire di fronte alla corruzione e al malcostume dilagante nel nostro Paese, pensavano di dar vita ad una nuova associazione la quale, emblematicamente denominata “Per il Bene Comune”, veniva formalmente costituita con rogito notarile il 17 dicembre 2014. Essa rappresentava il frutto dell’intesa tra esponenti della cultura, delle professioni, dell’imprenditoria e della società civile del Veneto, intrecciando e rafforzando l’obiettivo dei fondatori di promuovere apoliticamente, apartiticamente e senza fini lucro il censimento delle virtù civili e lo studio e la diffusione dell’etica pubblica in un contesto istituzionale repubblicano e democratico. L’Associazione intendeva agire per il bene di tutta la collettività, elaborando buone pratiche di condotta improntate alla tutela dell’interesse generale, dell’altruismo e della solidarietà disinteressata, curando l’organizzazione di un dibattito pubblico aperto e rispettoso del pluralismo di opinioni e coltivando un’educazione civile in coerenza con la struttura repubblicana dello Stato e con il costituzionalismo democratico. Alla fine del 2016, l’Associazione cessava di operare a causa delle ingiustificate le procedure burocratiche a cui un’entità con questi fini e di queste ridottissime dimensioni è pur costretta. Ora è attivo un gruppo spontaneo – gli Amici per il Bene Comune – che, volontariamente, ha assunto gli scopi dell’Associazione: essi verranno perseguiti informalmente e gratuitamente. Di ogni iniziativa verrà data comunicazione sul sito www.ilbenecomune.org e mediante l’indirizzo e-mail info@ilbenecomune.org.

In Italia, nel corso degli ultimi decenni, il sistema istituzionale ha creato un assetto burocratico pesante, una fiscalità particolarmente onerosa, la deresponsabilizzazione della società, l’incapacità/impossibilità di risposte tempestive ed adeguate ai nuovi bisogni conseguenti alle continue, enormi trasformazioni del contesto economico, sociale, tecnologico, ed ancor peggio il prevalere di una concezione assistenzialistica, emergenziale, priva dell’obiettivo di trasformare dal basso le situazioni di fragilità in opportunità di crescita. E’ giunto il momento di partorire una “innovazione di rottura” che superi  gli schemi egoistici e i rivendicazionismi che intrappolano i cittadini, in favore di una visione comunitaria del vivere civile, pienamente repubblicana, capace di tutelare efficacemente l’interesse generale democraticamente espresso e di coordinare realmente diritti e doveri. Un approccio che implica un atteggiamento donativo al di là del proprio tornaconto, per aiutare gli altri e promuovere la nostra repubblica mettendola in condizione di perseguire il bene comune.

Gli scopi principali del gruppo sono legati alla diffusione dell’etica pubblica e all’elaborazione di buone pratiche di condotta a livello sociale.

  • Promuovere lo studio, il censimento, la diffusione dei principi dell’etica pubblica presenti nella tradizione culturale e istituzionale dell’Occidente Europeo ed extra Europeo;
  • Elaborare buone pratiche di condotta per cittadini, governanti, amministratori, categorie produttive del lavoro e delle libere professioni;
  • Coltivare lo spirito pubblico, l’altruismo e la solidarietà disinteressata;
  • Promuovere l’educazione civile nel territorio in coerenza con la struttura repubblicana dello Stato e con il costituzionalismo democratico.

MANIFESTO

1) BENE COMUNE Il bene della comunità nazionale e il bene di tutti: per la formazione di un’idea condivisa di Stato in cui i cittadini possano e debbano riconoscersi.

2) REPUBBLICA L’interesse generale al centro della ricerca e con primazia sugli interessi particolari.

3) SPIRITO PUBBLICO Spirito pubblico come ideale e sentimento che accomuna tutti i cittadini.

4) DOVERI Senza doveri non vi è libertà: doveri verso gli altri, verso le istituzioni, verso le generazioni future.

5) PERSONA Per una persona autenticamente libera: conoscenza, coscienza critica e responsabilità.

6) AGORA’ Spazi pubblici autenticamente aperti per un confronto senza pregiudizi di alcun genere.

7) CULTURA Ricerca di un equilibrio virtuoso  tra tradizione culturale e innovazione per un avanzamento guidato dal sapere e dall’altruismo disinteressato.

 

Giotto, La Giustizia
Pannello sottostante (particolare)

Tre danzatrici esprimono il movimento armonico di pace e serenità che si diffonde laddove la regina Giustizia conduce le azioni degli uomini al Bene Comune.